| ANCHE LA POESIA DIALETTALE A SOSTEGNO DELL’HOSPICE |
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| Mercoledì 17 Febbraio 2010 19:20 |
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ABBIATEGRASSO - Motta Visconti, 30 settembre 2009 – Besate, 25 febbraio 2010. In mezzo, la conferenza stampa di martedì sera all’Hospice di via dei Mille. Tappa di un percorso destinato a continuare a lungo. Alla guida, l’associazione culturale Il Punto (di Abbiategrasso, presideuta da Andrea Capello) e la società editrice Ticino Olona (di Legnano, presieduta dall’abbiatense Francesco Biglieri).
Il percorso è quello intrapreso a partire da quella magica serata di fine estate: 140 persone radunate, benchè fosse un mercoledì di coppa, ad ascoltare Cederna e Cerchioli venuti, proprio su invito di Capello e Biglieri che ne erano rimasti folgorati, a presentare il loro libro di testi e foto dal titolo “Ticino, le voci del fiume”. Con una sorpresa straordinaria: gli autori si portano anche tre personaggi di quelli incontrati e descritti nel libro e uno di questi è Lucio Da Col che declama due poesie dalla sua raccolta “Acquarej”. “Un momento di emozione e di commozione così intense – ricorda Capello – da farci decidere di procedere, da lì in poi, seguendo le voci del fiume”. Come? Per esempio con la riedizione di “Acquarej 2”, raccolta di poesie dialettali scelte dalla Ticino Olona tra le quasi 200 presentate dall’autore. “Quella di Lucio Da Col è la prima voce che vogliamo far emergere, ma molte altre ce ne sono – dice Capello – e quello che sta per aprirsi è tutto un mondo”. Voci amplificate, dunque, attraverso un’esperienza editoriale “che ha come primo obiettivo – precisa Biglieri – non tanto quello del business, ma di portare nelle librerie e nelle biblioteche questi componimenti insieme al loro autore, sia nel nostro territorio, sia a Milano e nel resto della provincia, al pari di altre voci minori da far arrivare al grande pubblico con il loro bagaglio di conoscenza e di tradizione di luoghi, detti, usi e costumi altrimenti smarriti eppure spesso ancora straordinariamente attuali”.
Ad esprimersi sull’importanza e sul valore del dialetto, Sandro Mola, amico di Da Col e, in quanto assessore alla Cultura all’epoca della prima edizione di Acquarej, autore della prefazione che viene riproposta tale e quale anche su questo secondo volume. “Il dialetto è il passato – riflette Mola – ma ha un suo valore anche in relazione al futuro. Nessuno parla più la lingua di Dante, ma tutti in qualche modo la comprendiamo insieme a quel mondo che narra. Lo stesso è per il dialetto. Quello sincero proposto da Lucio Da Col, né snob né populista, rende vive le cose del passato. E sa parlare a tutti: il bello del locale è infatti la sua capacità di essere generale”. Valore aggiunto alla seconda edizione riveduta dell’opera di Da Col, il fatto che l’autore rinunci ad eventuali introiti dirottandoli sull’Hospice di Abbiategrasso. Il cui direttore, Luca Moroni, ringrazia: “Ho accolto con grande piacere la decisione dell’autore e dell’editore – dice – più ancora che per l’eventuale introito, che pure è importante, per il messaggio culturale che ha altrettanto valore” M.A. Articolo tratto LA LIBERTA’ 12-02-2010 Giovedì 25 febbraio alle ore 21 Parte del ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto all’Hospice di Abbiategrasso. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2010 19:31 |


