Musicoterapia

A partire dal 2015, all’interno dell’Hospice di Abbiategrasso e al domicilio è stata introdotta la musicoterapia, una disciplina ancora poco conosciuta ma molto valida nel ventaglio delle cure palliative. Di cosa si tratta?

Secondo la definizione secondo della Federazione Mondiale di Musicoterapia (WFMT): "La musicoterapia è l'uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapista qualificato, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell'individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l'integrazione intra/inter-personale e consequenzialmente possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.”

La musicoterapia dunque, a seconda dell’ambito in cui viene praticata, ha modalità e obiettivi differenti cuciti su misura intorno al paziente o al gruppo di cui vuole prendersi cura. Quello che è comune a tutti gli ambiti di applicazione è invece l’utilizzo della musica come medium comunicativo per facilitare e creare una relazione che sia terapeutica per il paziente o l’utente.

Nell’ambito oncologico e nelle cure palliative i professionisti della musicoterapia instaurano un processo terapeutico mirato ai bisogni del paziente, e/o dei familiari, seguendo diverse attività. Tra queste una delle più significative è senza dubbio la pratica dell’improvvisazione musicale con strumenti e voce; grazie a questa modalità la persona coinvolta, anche se del tutto priva di una qualsiasi formazione o capacità della pratica musicale, può manifestare e dare forma a emozioni di difficile esternazione tramite il linguaggio verbale, dando la possibilità al terapeuta di accogliere, sostenere, e provare ad armonizzare e rielaborare i contenuti espressi.

Un’altra attività importante è l’ascolto di musiche eseguite dal vivo o registrate. Nel caso in cui si volesse stimolare la memoria, attingendo a ricordi positivi, o innalzare il tono dell’umore, il musicoterapista può proporre brani noti all’utente che viene coinvolto. Nel caso in cui invece l’obiettivo fosse quello di rilassare il paziente, il musicoterapista suona per lui brani distensivi, attingendo non solo al proprio bagaglio culturale, quanto piuttosto a improvvisazioni strumentali o vocali che rispecchino il paziente. Spesso questa attività si conclude con l’assopimento del paziente.

Tra le pratiche più efficaci, quando attuabile, esiste inoltre anche il "song writing” ovvero la composizione di canzoni insieme al paziente.

Tutte queste attività portano all’instaurarsi di relazioni infra e interpersonali, che migliorano la capacità di espressione e regolazione delle emozioni e soprattutto creano momenti di condivisione molto importanti ed autentici.

Studi recenti1 hanno oltretutto confermato teorie già analizzate e dimostrate in passato, ovvero che la musicoterapia va a migliorare concretamente diversi aspetti, da quelli psicologici a quelli relazionali fino ad arrivare a quelli prettamente fisiologici dei pazienti. Nello specifico agisce favorendo una diminuzione dell’ansia e della depressione, migliora la sensazione di affaticamento e dolore, agisce sui parametri vitali (regolarizza il battito cardiaco, la pressione arteriosa e il ritmo respiratorio). La musicoterapia agisce quindi migliorando lo stato generale dell’utente, aumentando in lui anche la resilienza e la comunicazione dei propri vissuti.

Questa disciplina in generale è ben accolta dai pazienti e dai loro familiari, che comunicano in prima persona al musicoterapista la propria soddisfazione e giovamento. Riportiamo di seguito alcuni dei commenti che Maurizio Taverna (Musicoterapista) e Alessia Pipitone (che ha svolto un tirocinio in musicoterpia presso l'Hospice) hanno potuto rilevare durante lo svolgimento dell''attività con le persone malate.2

Carla (al termine di un momento di ascolto): “Ho la pace nel cuore”
Sara: “La musica è nutrimento per l’anima”
Rita (durante l’ascolto): “…è come una pioggia rilassante”
Eliana (al termine dell’incontro): “Sono stata molto bene, non c’è stato il pensiero cattivo”
Elsa: “…è una gioia per il cuore”
Pietro: “Mi piacerebbe suonare tutto il giorno”

L’attività di Musicoterapia è resa possibile grazie alle donazioni ricevute dall’Associazione Amici dell’Hospice di Abbiategrasso.

Si ringrazia Alessia Pipitone per l'approfondimento.

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1 Bradt J., Dileo C., Magill, L., Teague, A. (2016) “Music interventions for improving psychological and physical outcomes in cancer patients” Cochrane Review Copyright © 2016, Published by John Wiley & Sons, Ltd.
2 I nomi dei pazienti sono di fantasia in ottemperanza alla legge sulla privacy