Gruppo Geode

AUDIZIONE DEL GRUPPO GEODE AL MINISTERO DELLA SALUTE

 

Introduzione

Cos’è?
Il Gruppo Geode nasce nel 2008 come gruppo monoprofessionale di psicologi che lavorano in cure palliative

Perché?
Obiettivo del Geode è quello di costruire un pensiero che tra teoria e pratica clinica descriva l’evoluzione del lavoro dello psicologo in cure palliative.

Come?
Il Geode declina in obiettivi, definiti e programmati ogni anno, la clinica dell’intervento psicologico e approfondisce il lavoro relazionale multiprofessionale, producendo documenti e pubblicazioni diffusi a livello nazionale.

Come partecipare?
La partecipazione al gruppo è aperta. Si lavora per integrare le diverse scuole di pensiero, unificate dall’unica cornice contestuale delle cure palliative. 
Se vuoi partecipare scrivi una mail a: fazzetta@hospicediabbiategrasso.it

 

Ambiti di interesse

Partendo da quanto descritto nella Legge 38/10 e nell’Intesa del 2012 il Geode ha strutturato un pensiero che si pone come obiettivo quello di precisare le competenze relazionali dell’equipe e di definire la clinica e l’intervento terapeutico dello psicologo in cure palliative. Volendo dare concretezza a quanto definito dalla normativa parliamo oggi di Buone Pratiche Relazionali e Psicologiche.

Dai falsi miti a una nuova modalità di lavoro dello psicologo in cure palliative 

L’intervento dello psicologo in cure palliative è integrato con l’equipe

Il focus del lavoro dello psicologo in cure palliative è nel tempo dell’assistenza e della presa in carico

La responsabilità formativa
La normativa affida all’equipe di cure palliative una competenza relazionale finalizzata a sostenere le famiglie durante la malattia e nel processo dell’elaborazione del lutto. Declinare questo sostegno nella pratica, rendendo le equipe capaci di osservare e valutare il bisogno relazionale è un punto che interroga la competenza e la responsabilità formativa degli psicologi in cure palliative.

L’integrazione
Il ruolo dello psicologo in cure palliative deve essere integrato nella strategia dell’organizzazione e deve trovare riscontro nei modelli organizzativi del servizio.

L’intervento specialistico
Si lavora perché la cornice contestuale delle cure palliative sia premessa epistemologica sui cui e all’interno della quale costituire un modello di lavoro integrato e comune per gli psicologi palliativisti.

L’intervento dello psicologo in cure palliative è integrato con l’equipe
Il pensiero come la pratica devono modificarsi nel passaggio dalla Medicina dell’Evidenza alla Medicina della Complessità. Il lavoro psicologico comincia a costruirsi da un buon lavoro relazionale che l’equipe compie. È a partire dallo spazio relazionale e dall’osservazione del bisogno che ha preso forma il pensiero e il lavoro condotto in questi anni dal Geode, che pone il ruolo dello psicologo in stretta sinergia operativa e organizzativa con l’equipe. Un ruolo integrato nella strategia dell’organizzazione che deve trovare riscontro nei modelli organizzativi del servizio.
La presa in carico globale del paziente e della famiglia impone uno sguardo capace di osservare, leggere, interpretare e valutare i bisogni all’interno di un contesto ben più ampio rispetto a quello esclusivamente clinico sintomatologico. Sappiamo che la Valutazione Multidimensionale è parte fondamentale del processo di presa in carico globale della persona. Si tratta di un momento valutativo che esplora le diverse dimensioni della persona nella sua globalità. Il Gruppo Geode ha portato la psicologia in cure palliative a maturare, attraverso la pratica clinica e il continuo approfondimento teorico, la strutturazione di un pensiero in grado di poter oggi indicare all’equipe alcune aree fondamentali e item specifici sui quali costruire una valutazione e una osservazione del bisogno relazionale.
Dal 2013 al 2015 il Geode ha avviato un progetto di Ricerca a livello Nazionale (18 Regioni coinvolte) con l’obiettivo di costruire e unificare i criteri di osservazione della persona malata, all’interno del proprio contesto familiare. Sono stati raccolti 254 lavori e si è approfondito un confronto e un dibattito sul lavoro relazionale dell’equipe e sulla segnalazione del bisogno allo psicologo. Il Geode ha maturato oggi la strutturazione di un pensiero in grado di poter indicare all’equipe alcune aree fondamentali e item specifici sui quali costruire una valutazione e una osservazione del bisogno relazionale.

Il focus del lavoro dello psicologo in cure palliative è nel tempo dell’assistenza e della presa in carico e non solo nel tempo post mortem
In cure palliative si lavora prevalentemente col lutto normale, per il quale si riconosce una sofferenza adeguata al dolore che si sta vivendo, connessa alla malattia e al tempo del morire, coerente con la tristezza e il dolore della perdita. Sono le situazioni e i casi per cui è sufficiente l’intervento di sostegno al lutto da parte dell’equipe, attraverso l’attivazione delle competenze e abilità relazionali proprie dell’equipe di cure palliative. Pur facendo parte del lutto normale, il procedere del lutto può manifestare delle criticità a motivo della complessa e non lineare rilettura della vita alla luce della perdita che sta avvenendo. Sono i casi in cui il lutto si manifesta nella sua elaborazione come critico. Sono i casi per i quali viene segnalato il bisogno allo psicologo, richiedendone l’attivazione. L’intervento specialistico dello psicologo ha anche l’obiettivo di rileggere la criticità e di lavorare in maniera predittiva e preventiva rispetto ad una non opportuna evoluzione da lutto critico a lutto patologico.

È in corso un monitoraggio (Geode 2016), a cui stanno partecipando dieci centri a livello Nazionale, che a partire dalla osservazione e valutazione del bisogno relazionale, metta in luce il lavoro dello psicologo nel tempo dell'assistenza ed evidenzi quando questo lavoro prosegue in un tempo successivo alla morte della persona malata. Ad oggi possiamo affermare che il lavoro di elaborazione del lutto comincia nel tempo dell'assistenza e solo per alcuni casi si prolunga in un tempo post mortem. Il lavoro specialistico dello psicologo in cure palliative si caratterizza per essere un intervento nel tempo dell'assistenza integrato con il lavoro d'equipe.

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Organigramma

Referente del Gruppo Geode: Federica Azzetta

Coordinamento: Loredana Buonaccorso

                            Anna Porta

                            Valentina Vignola

Partecipanti

  • Azzetta Federica
  • Bartocetti Giada
  • Bert Claudia
  • Bianco Giovanna
  • Buonaccorso Loredana
  • Caimi Annarita
  • Danesini Claudia
  • Fiorina Luisa
  • Gasparini Ivanna
  • Marchetti Isabella
  • Martinelli Maria Pia
  • Mauri Chiara
  • Porta Anna
  • Soldi Sandra
  • Vacchini Giorgia
  • Varani Silvia
  • Vignola Valentina

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I lavori del Gruppo Geode

  

Ottobre 2015, In collaborazione con DIFRA e FFR
LA SCHEDA DI VALUTAZIONE E OSSERVAZIONE PSICOSOCIOEDUCATIVA
Se sei interessato al materiale scrivi una mail a: g.pellegrini@fondazionefloriani.eu 

Ottobre 2015, In collaborazione con FFR
IL PROCEDERE DEL PENSIERO
Se sei interessato al materiale scrivi una mail a: g.pellegrini@fondazionefloriani.eu 

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L’intervento dello psicologo in cure palliative è integrato con l’equipe

 

Il focus del lavoro dello psicologo in cure palliative è nel tempo dell’assistenza e della presa in carico

e non nel tempo post mortem